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Banzi, un angolo di mondo da scoprire.Ridente paesino alle falde della Fous Bandusiae, famosa fonte cantata da Orazio in una sua ode. E' collegato al nome dell'antica città di Bantia, che è una derivazione dell'etnico Bantini, noto per la documentazione ritrovata nella Tabula Bantina (100-150 avanti Cristo). Bantia, poi Bancia e Banza, sembra che derivi dal latino pantanum (nel Medioevo bandusia) "palude". Gli abitanti si chiamano Banzesi. 
Sorse un millennio prima di Cristo, probabilmente per iniziativa di popolazioni illiriche, giunte prima dei Greci, o greche (la colonizzazione greca iniziò a partire dall'VIII secolo a.C.), col nome di Bantia, che ricorda quelle popolazioni, i Bantini. Centro importante e municipium romano dotato di un suo statuto fondato sui principi della civiltà romana, è citato dallo storico romano Livio (Padova 59 a.C.-17 d.C.), che raccontò la sconfitta subita nel 208 a.C., in un agguato in territorio bantino, dai consoli romani Marcello e Quinzio Crispino ad opera del condottiero cartaginese Annibale nel corso della seconda guerra punica. Divenuta caposaldo romano per la conquista della Lucania, ebbe vita prospera fino alla caduta di Roma (476 d.C.). Con la discesa in Italia dei Goti, prima, e dei Longobardi, dopo, fu fortificata e conservò notevole importanza militare.Dal 798 ospitò una comunità di benedettini dell'abbazia di Montecassino (in provincia di Frosinone) che, sul sito dell'abitato romano, fondarono la chiesa di Santa Maria, consacrata da papa Urbano II nel 1089, e l'abbazia omonima per la diffusione della regola benedettina in Basilicata, diventando ben presto anche sede di un'intensa attività produttiva - c'era un filatoio per la lana - e di studi filosofici e teologici.
L'abitato, che prese forma proprio intorno all'edificio monastico, fu feudo dell'abbazia - che amministrava un territorio esteso tra Basilicata, Puglia e Calabria - e ne seguì le sorti fino alla repressione angioina del XIII secolo. Nella gestione del convento si avvicendarono gli Agostiniani, i Francescani e, per breve tempo, anche i Gesuiti.
Alla fine del Seicento fu costruito il nuovo convento sul precedente e fu affidato in commenda ai cardinali romani, fra i quali i Barberini. Nel Settecento i Francescani costruirono sulla precedente chiesa romanica la chiesa attuale. 
Sembra quasi di inoltrarsi in un antico borgo medievale: la chiesa di S. Maria, la parte vecchia, sono state teatro della visita di papa Urbano II nel 1088, dopo le crociate, evento ancora oggi rivissuto con un suggestivo corteo storico in abiti medievali. Ad una prima occhiata potrebbe sembrare un angolo di mondo dimenticato.Ma Banzi, ovvero l’antica Bantia, non è solo questo: è anche storia, arte e cultura. La TABULA BANTINA, in bronzo, riportava su una faccia lo statuto della città, sull’altra una lex repetundarum di età graccana. Il cuore di Banzi è il piccolo centro storico: è l’Abbazia di S. Maria, di epoca medievale.I resti della Badia mostrano un grande portale d’ingresso, ad arco a sesto acuto, sormontato da due stemmi e da un a bifora. La facciata conserva alcune caratteristiche originarie; sul portale c’è un’edicola, con colonnine e capitelli a stampella; a destra della facciata si nota l’ingresso del Palazzetto del Vicario, con un interessante stemma cardinalino. All’interno della Badia, ad una navata con cappella laterale, si possono osservare sculture lignee (S.Vito, protettore del paese, l’Immacolata, S.Antonio), dipinti a olio, l’organo settecentesco situato sul Coro di notte del Convento Francescano. La recente opera di restauro del complesso monumentale ha permesso di far risaltare archi, bifore, elementi angioini ormai in completo abbandono. Gli scavi archeologici nei pressi del cimitero hanno riportato alla luce tombe che hanno testimoniato la presenza di un insediamento fiorito tra il II e il III sec. A.C. e hanno confermato i rapporti di Bastia con Roma. Questo è Banzi, un ricordo medievale nel cuore della Lucania.
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Interno Chiesa Santa Maria
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